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Itinerari della Grande Guerra

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La Grande Guerra coinvolse il Regno d’Italia per 1.250 giorni, dal 24 maggio 1915 al 4 novembre 1918. In questo lungo periodo la parte nord-orientale del paese, dai passi alpini tra Lombardia ed Alto Adige fino al Carso isontino, si trasformò in un gigantesco campo di battaglia con al centro il Veneto. Ancora oggi sono numerose le tracce della Grande Guerra, dalle Dolomiti e il Cadore fino alla foce del Piave passando per il Montello, il Massiccio del Monte Grappa e l’Altopiano di Asiago.

Tra Piave e Montello

Il Montello è un’altura di origine carsica lambita dal corso del Medio Piave. Qui si svolsero i momenti più importanti della Grande Guerra dopo la disfatta di Caporetto: dalla resistenza contro la spinta austro-ungarica (battaglie di Arresto e del Solstizio) all’offensiva finale, che decretò la vittoria.

Tra i luoghi più significativi di questo itinerario c’è l’Isola dei Morti, tra il versante settentrionale del Montello e il paese di Moriago, dove del 1918 gli arditi sfondarono le linee nemiche. L’elevato numero dei corpi di soldati, che trascinati dalle acque si arenarono sulle sponde di questa isola, ha dato origine al nome. Oggi è un’oasi di pace  e nel piazzale centrale, dedicato ai Ragazzi del ‘99, ospita un monumento piramidale costruito negli anni ’20.

Nei dintorni, a Fontigo, si può visitare il Museo della Grande Guerra all’interno del Centro Educazione Ambientale, e, a Falzè di Piave, il Monumento dedicato agli Arditi (i caimani del Piave). Proseguendo verso ovest, merita una visita l’abbazia di Santa Bona a Vidor. La sua posizione a strapiombo sul Piave ne fece un osservatorio ideale per gli invasori.

Proseguendo verso Follina si trova un monumento dedicato ad un ex-cimitero di guerra austroungarico; a Refrontolo vi è Villa Spada, divenuta simbolo letterario dell’occupazione grazie al romanzo di Andrea Molesini; a Cison di Valmarino, il Castello Brandolini, che fu sede di un comando austroungarico.

A Vittorio Veneto, vi è uno fra i più importanti musei della Grande Guerra il Museo della Battaglia, sorto nella città dove terminò la Prima Guerra Mondiale con la vittoria dell’esercito italiano. Di singolare interesse è, a Serravalle, l’appartamento a Palazzo Minucci lasciato da Camillo De Carlo, aviatore e spia durante la prima Guerra Mondiale.

A Conegliano, città occupata in successione da tedeschi, austriaci e ungheresi, è aperto il Museo degli Alpini. Di straordinaria suggestione il castello di San Salvatore a Susegana, che fu osservatorio austriaco, mentre nelle grotte sottostanti trovarono ricovero comandi ed artiglieria.

Torniamo ora sul Montello ma lungo la riva destra, dove è collocata Nervesa della Battaglia, connessa alla decisiva Battaglia del Solstizio. Si parte da Villa Eros, sede del Museo della Grande Guerra, si prosegue lungo via X Armata, costeggiando il Montello sul versante est, dove si incontra, sul greto del Piave, la Fondazione Jonathan Collection, che va ricostruendo esemplari volanti di antichi biplani. Qui si trovano resti di trincee e bunker. Crocetta conserva l’Osservatorio del re, che sorge a pochi metri dalla Colonna romana, postazione strategica per dominare la vista del fronte. In località Ciano sopravvivono segni del sistema di difesa approntato dagli inglesi, con bunker per mitragliatrici, collegamenti e ricoveri.

Giavera ha le tracce della maggiore penetrazione effettuata dall’esercito avversario, ricordata dal cippo dedicato ai Lancieri di Firenze. Sul Montello troviamo anche il Sacello dedicato all’Asso dell’aviazione Francesco Baracca; sorge sul luogo dove l’aviatore romagnolo venne abbattuto il 19 giugno 1918. A lato di Via Lungo Piave, a Nervesa, è stato posto nel 1982 una barca da ponte, utilizzata dai genieri per l’attraversamento del Piave. Ci spostiamo poi al Bosco delle Penne Mozze a Cison: un “memoriale sparso” dove sono state collocate le lapidi che ricordano tutti gli Alpini della provincia di Treviso caduti durante le guerre del ‘900: vi si possono leggere 2.448 nomi.

Da visitare i cimiteri: austro-ungarico a Follina, Britannico a Giavera (417 soldati del Commonwealth con lapidi sono tutte uguali, in pietra bianca), inglese a Tezze (Vazzola). Un viaggio lo meritano anche i luoghi di Hemingway lungo il Basso Piave, da Monastier a Fossalta dove c’è il Battistero Ragazzi del ‘99. Questo è il territorio percorso dal famoso scrittore al seguito della Croce Rossa. ATreviso troviamo il Monumento ai Caduti di piazza della Vittoria, monumento con piedistallo, colonne in pietra, statue in bronzo dello scultore Arturo Stagliano; fu inaugurato il 4 Novembre 1931, alla presenza del re Vittorio Emanuele III.

Monte Grappa

A cavallo tra le province di Vicenza, Belluno e Treviso sorge il maestoso massiccio del Grappa, una catena montuosa delle Prealpi che divide l’Altopiano di Asiago dalle Dolomiti Bellunesi. Nel “monte sacro alla Patria” si svolsero terribili battaglie tra il novembre del 1917 e l’ottobre del 1918. Ancora oggi si vedono i resti.

I luoghi da visitare oltre a Cima e Sacrario sono: Museo degli Alpini nel seminterrato della Taverna degli Alpini a Bassano in prossimità di Ponte Vecchio progettato da Andrea Palladio; è gestito dalla locale Sezione ANA e contiene foto, cimeli, documenti. Il Museo Hemingway e della Grande Guerra, all’interno della Villa quattrocentesca di Ca’ Erizzo, lungo le rive del fiume Brenta, sempre a Bassano. Una sezione è dedicata alla partecipazione degli aviatori americani e al loro comandante, Fiorello La Guardia, che divenne sindaco di New York.

Il Tempio Ossario di Bassano, un grandioso edificio che svetta su Piazzale Cadorna, sembra un duomo in stile neogotico. Una volta entrati è possibile rendere omaggio alle 5.405 salme traslate negli anni ’30 dai numerosi cimiteri sparsi sul Grappa. Nelle due cappelle costruite all’altezza del transetto sono stati tumulati i 236 soldati decorati con delle medaglie al Valore Militare (4 d’oro). Nella cripta si trovano altri 1.136 loculi tra cui il sarcofago di Umberto di Savoia-Aosta, morto di influenza Spagnola nel 1918 a Crespano. Ancora a Bassano troviamo il Monumento al generale Gaetano Giardino,  comandante della IV Armata protagonista degli ultimi mesi della Grande Guerra. Poco lontano sorge il Parco Ragazzi del ’99 e l’omonimo Monumento Nazionale, inaugurato nell’ottobre 1974.

In questo itinerario si trova il Museo storico della grande Guerra a Crespano del Grappa: raccoglie documenti, foto, armi e cimeli raccolti sulle zone di battaglia del Grappa e dell’Altopiano di Asiago.

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