Vaccini e autismo: perché alcuni credono erroneamente che sia collegati

Una delle fake news mediche che ha convinto moltissimi della sua verità è che i vaccini provochino l’autismo. Il tutto nasce ad uno studio pubblicato e poi smentito che però aveva già fatto danni. da allora si è iniziato a vedere una erronea correlazione tra i due. Chiariamo subito che i vaccini non provano l’autismo che è un disturbo dello sviluppo psicomotorio, per cui non c’entra davvero nulla con la somministrazione di un virus indebolito per preparare il sistema immunitario al virus vero. Il vaccino ha lo scopo di allenare e prepara i globuli bianchi nel riconoscere e sconfiggere i batteri più pericolosi per la salute del bambino. Come può un virus interferire con lo sviluppo cognitivo del bambino?

Capita che alcuni genitori notino alcuni segnali di un problema dopo aver fatto il vaccino solo perché i vaccini sono molto frequenti nella prima infanzia; ogni mese, praticamente c’è un vaccino da fare, tenendo conto anche di quelli raccomandati, e quindi è facile vedere una correlazione sbagliata.

Il vaccino desta molte preoccupazioni nei genitori ma anche il pediatra a Roma li consiglia sempre perché sono i farmaci più controllati, sicuri ed efficacia senza ripercussioni. I bambini dopo il vaccino possono avere una piccola irritazione dopo è stata fatta la puntura. In alcuni casi compare qualche liane di febbre ma p del tutto anormale e significa che il corpo sta facendo il suo lavoro, combattendo i virus indeboliti introdotti con l’iniezione.

Come viene diagnosticato l’autismo

Come la maggior parte delle problematiche inerenti allo sviluppo psicofisico del bambino l’autismo si diagnostica solo ragie ad attente osservazioni da parte del pediatra a Roma nonché dei genitori. Durante i regolari controlli, detti bilanci di crescita. Il medico verifica sempre le capacità fisiche dal bambino e domanda se cammina bene senza sgambettare, se sta seduto, se corre e così via. Il controllo riguarda anche lo sviluppo cognitivo, e infatti il pediatra indaga sulla capacità di linguaggio e sulla risposta agli stimoli esterni del bambino.

Tutti questi controlli hanno lo scopo di determinare se lo sviluppo è corretto o meno. Ovviamente, i problemi di sviluppo psicomotorio non possono esser diagnosticati nei primi mesi di vita, ma occorre più tempo. Intorno all’anno e mezzo di età e anche dopo, alcuni possono iniziare ad avere un sospetto e quindi direzionare il bambino e i suoi genitori a visite specialistiche.