La storia dell’amianto e le tecniche di smaltimento

A inizio secolo in Austria, Ludwig Hatschek brevetta un uovo prodotto dedicato a rivoluzionare l’edilizia. Si tratta dell’eternit, che significa proprio eterno perché indistruttibile e super resistente. L’eternit è formato dal cemento e dell’asbesto, detto amianto anche. Dopo aver ceduto il brevetto a una grande industria, inizia subito la produzioni su vasta scala di questo prodotto per le costruzioni.

Nel giro di appena una decina di anni, la diffusione dell’eternit è capillare. Ormai quasi ogni prodotto per l’edilizia contiene fibre di amianto. Tegole, panelli isolanti, cisterne di raccolta dell’acqua, tubi, rivestimenti, lastre etc. sono tutte in eternit poiché ha moltissimi vantaggi tra cui esser poco costoso.

Nel 1933 arrivano sul mercato le lastre ondulate in eternit che sono spesso usate per rivestire i tetti sia domestici che industriali. È un prodotto davvero usatissimo che ancora oggi si trova. La produzione e l’uso dell’eternit continua per decenni e decenni. Solo negli anni 80 si iniziano a notare delle chiare correlazioni tra problemi polmonari e eternit. Sono soprattutto gli operai che si occupano della produzione di eternit che iniziano ad ammalarsi, anche gravemente.

Dopo le proteste dei famigliari delle tante vittime per amianto. Nel 1992 viene approvata una legge che vieta ogni tipo di attività estrattiva dell’amianto, la sua esportazione, importazione, produzione, lavorazione e commercializzazione. Lo stesso vale per tutti i prodotti che contengono parti in amianto che sono bandite.

Come si trattano i manufatti con amianto

Ci sono diversi protocolli che si possano attuare per lo smaltimento amianto a Asti in caso di ritrovamento. Il migliore è la rimozione che consiste nel portar via il prodotto in amianto presso gli appositi centri di trattamento, purtroppo, non è sempre possibile spesso per colpa delle grandi dimensioni del prodotto contenuto all’interno di un edificio. Se le condizioni sono buone e le fibre ben contenute nella matrice cementizia, si utilizza il confino che prevede la realizzazione di barriere architettoniche che impediscono di entrare in contatto con il prodotto pericoloso. Nel caso la tenuta fosse compromessa, si utilizzano dei prodotti che blocchino la fuori uscita delle fibre cancerogene.